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| La Nuova Informazione |
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| Scritto da Emilio V. Panio |
| Giovedì 08 Aprile 2010 11:57 |
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Addio Alla Carta. Ora Saremo Altro... ![]() Finisce qua. Più di una volta lo abbiamo annunciato. «Sempre le stesse cose scrivono», avrà pensato più d’uno. Alla fine non ci avete neppure creduto. Il Piccolo in crisi? Magari sarà stata soltanto una tattica per mettere assieme due euro e tirare avanti. Intanto c’era chi denunciava, chi scappava via con i soldi che ci doveva e deve, chi si tirava indietro come sponsor. E poi l’assistenza inesistente della Canon. E poi certe amnesie nella distribuzione. E poi le edicole svogliate finanche nell’esporre le nostre locandine. Tanto mica avevamo bisogno noi, eravamo forti. Noi. Senza paura, senza mai una frenata. Noi. Tante piccole gocce, tanti piccoli colpi. Ai fianchi, in faccia. E un cazzotto oggi, e un altro domani, e uno ancora poi. E ora siamo stanchi, senza più le possibilità concrete per andare avanti. Senza un euro per la stampa. E con altri obiettivi, comunque, per battagliare sempre. Altri «mezzi tecnici» su cui confidare e con cui resistere. Da un po’ di tempo ve ne parliamo già. Puntiamo su internet. Anche la Campagna Abbonamenti del 2010 va letta sotto quest’aspetto. Appena raggiungeremo una quota minima di abbonati riprenderemo a realizzare il nostro giornale. Ma non per riportarlo nelle edicole. Arriverà a casa. Tramite la posta elettronica. Non lo scoprirete più tra riviste e caramelle. Addio all’inchiostro, addio alla carta. Addio pure alle amate-odiate locandine. Tutto sarà più veloce e... automatico. Il futuro è questo anche per l’Editoria. Lo stesso, però e un po’, ci mancheranno le edicole. Soprattutto alcune. Quelle dove ci siamo sempre sentiti di casa. Quelle dove Il Piccolo era «tenuto nella giusta considerazione». Lì dove in tanti, tra i lettori più fedeli, sono corsi puntuali ogni sabato mattina per ben otto anni. Si va avanti, però. E noi dobbiamo farlo «per forza». Chi non guarda in faccia la realtà perde sempre. Anche se fa male, noi la «nostra realtà» la scrutiamo in viso e le leggiamo nello sguardo tutta la tristezza dell’ultimo biennio. Vorremmo scriverne, urlarne. Ma cambierebbe qualcosa, per noi? No, non cambia nulla. Per questo ci lasciamo perdere. E archiviamo questa prima parte d’esperienza targata «Il Piccolo» ringraziando comunque tutti. Chi ha scritto. Chi ha letto. Chi per tanto tempo ci ha aiutato con i suoi soldi, la sua pubblicità. Ci fermiamo qui. Non ci troverete più nelle edicole. Se un po’ ci volete bene, abbonatevi e contribuite alla partenza della seconda vita del nostro-vostro Settimanale. Niente di più. Un groppo danza nella gola di chi scrive. Il pc è lento, le dita sono gelide. Madonna, è più difficile di quanto pensassimo. Un addio lo è sempre. Un arrivederci dalle mille incertezze pure. Ancora un po’ di carta e di inchiostro e saremo lontani. Ancora una frase. Cerco quella giusta. Ma non la trovo. Salvo la prima, la più triste: «finisce qua». Non per sempre. E anche questo Sito lo dimostra. Si muore, a volte, per vivere più a lungo. Sembra un assurdo ma non lo è. Cambiamo, mutiamo pelle. Ma siamo qui. Ancora una volta. Qui. |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 09 Aprile 2010 09:53 |




